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10/12/2010 Domande...

... in attesa di risposta

... in attesa di risposta

Da diverse settimane poniamo alle Istituzioni locali domande come le seguenti.

Non appena riceveremo risposte concrete non esiteremo a pubblicarle in queste pagine.
Chiediamo all'Assessore di spiegare a tutte le famiglie che si occupano dei minori in situazione di temporanea difficoltà (famiglie affidatarie, famiglie di origine e Case Famiglia) come dovranno comportarsi per continuare ad avere un servizio efficiente per i loro bambini e per quelli che sono loro affidati.
Come potranno 9 psicologi ASL supportare le richieste del Tribunale per i Minorenni, del Tribunale Ordinario e del territorio in generale se già gli attuali 32 erano oberati di lavoro?
Per quale motivo si sta ignorando la fondamentale esperienza degli psicologi che hanno garantito il servizio durante gli ultimi quattordici anni? Cosa giustifica questo comportamento (ai nostri occhi irresponsabile) che rischia di danneggiare ulteriormente proprio quelle fasce deboli che hanno più bisogno di essere sostenute?
Come è possibile garantire a noi famiglie affidatarie la continuità di un servizio che dura da 14 anni e che ha trovato la sua peculiarità  e positività proprio nella presenza degli psicologi al fianco degli assistenti sociali se in un batter di ciglia si elimina la quasi totalità di questi psicologi con lunghissima esperienza della nostra realtà?
Se la figura dello psicologo è competenza ASL, perché il Comune decide di passarne a questo stesso ruolo alcuni suoi dipendenti che sino ad ora hanno ricoperto tutt'altro incarico?
Come mai non vengono assunti dalla ASL questi o parte di questi 32 psicologi risparmiando tempo, denaro e soprattutto offrendo una vera continuità al progetto Affido Familiare e - soprattutto - al rapporto unico e personale che ognuno di questi professionisti instaura con i propri pazienti/utenti? Come si può pensare che un rapporto medico-paziente, quale è quello che instaura lo psicologo, possa essere "concluso" e "passare la pratica" nell'arco di un mese dimenticandosi che si tratta di persone e di relazione mai immediata con queste?
I bambini che hanno bisogno dell'istituzione dell'affido sono tantissimi e le famiglie affidatarie costituiscono una importante risorsa sociale ed economica.
Negli ultimi 14 anni gli attuali psicologi affido hanno operato in "tandem" con gli assistenti sociali nella fondamentale opera di valutazione (tramite una serie di incontri) di nuove famiglie affidatarie.
La cancellazione del servizio svolto dai 32 psicologi affido porterebbe alla paralisi del coinvolgimento di nuove famiglie affidatarie. Come possiamo evitare questa paralisi?